Marcello Bombardi

my climbing life

Via di finale a Gemozac

Una fine e un inizio

3 commenti


Ciao a tutti!

Inauguro l’inizio del nuovo sito con la fine della stagione agonistica 2012. Volendo tirare le somme, è stata una stagione lunga e piena di gare e complessivamente, nonostante alcune gare potessero andare meglio, è stato un anno buono e produttivo. L’ultimo periodo, è stato particolarmente positivo: il rush finale comprendeva quattro gare di fila, tutte e quattro conclusive di un circuito e per cui era importante andare bene.

Momento di ricognizione della finale a Gemozac

La prima è stata il Campionato Europeo Giovanlie a Gemozac (Francia) dove mi sono posizionato secondo, dietro solo allo sloveno Skofic che quest’anno ha dominato il circuito delle gare giovanili. Questa gara era un’occasione di riscatto in seguito alla disfatta dei mondiali di Singapore in cui ero andato veramente male questa estate e sta volta, al contrario, sono riuscito a concretizzare i duri allenamenti e a sfruttare il buono stato di forma in cui mi trovo spesso a fine stagione. A completare il podio è arrivato l’altro italiano Stefano Ghisolfi. (Si ringrazia Planetgrimpe.com per la gentile concessione delle foto).

Il secondo appuntamento è stato l’ultima prova di Coppa Italia a Premana, decisiva anche questa per la posizione in classifica finale. Nonostante non fosse la palestra più comoda da raggiungere, è stata una bella gara in termini di organizzazione e spettacolo, soprattutto in confronto a ciò che si assiste di solito in Italia. Purtroppo in questo caso, come troppe volte ormai nelle gare nazionali, non mi sono sentito fresco sulla via di finale e ho dovuto cedere l’ambizione al podio sia della tappa che della classifica finale di Coppa Italia difficoltà arrivando in entrambe quarto. Un obbiettivo per il prossimo anno è sicuramente quello di migliorarmi nelle gare nazionali!

Via di finale a Gemozac

La terza gara del rush finale si trattava della tappa di Coppa del Mondo a Kranj (Slovenia), conclusiva anche questa del circuito. La sentivo particolarmente importante perché in coppa del mondo mi mancava da dimostrare ancora tanto. Avevo centrato solo due semifinali fino ad all’ora in gare internzaionali senior ma sapevo che stavolta superare il turno delle qualifiche era un obbligo. Quest’anno le vie di qualifica erano più scalabili degli anni scorsi: sulla prima sono riuscito a scalare bene e solo una distrazione nel finale non mi ha permesso di chiudere la via, sulla seconda ero molto più agitato ma sono comunque riuscito ad assicurarmi il pass al turno successivo. La sera della semifinale il palazzetto era pieno e la gara è stata un bello spettacolo. Durante il riscaldamento mi sentivo bene e anche in gara sono riuscito a scalare deciso tuttavia, verso la metà del muro, la via presentava un passaggio molto duro che ha fermato un po’ di gente, tra cui tutti noi italiani. Peccato perché anche solo una presa in più faceva salire di molte posizioni e forse il piede che abbiamo usato non era il migliore. Alla fine mi sono piazzato come 17°, quest’anno è stato sempre un crescendo nelle gare di coppa del mondo e questo mi carica ancora di più per la prossima stagione!

Podio dell’ultima tappa di Coppa Europa Giovanile (Kranj)

L’ultimissima gara si trattava della tappa conclusiva di Coppa Europa Giovanile a Kranj, stesso posto e stessa struttura del weekend precedente. Anche questa era decisiva per la classifica finale: ormai la prima posizione era già stata archiviata dal solito Skofic ma il secondo gradino del podio era in gioco tra me e un altro sloveno. Essendo questo l’ultimo anno “da giovane” avevo dato molta importanza al circuito della coppa europa e non potevo sbagliare proprio l’ultima. Dopo un primo turno di gara facile mi sono qualificato come secondo per la finale ma sapevo che il giorno dopo, a causa della nuova regola del tempo, per cui in caso di parimerito sulla via di finale non si guardano le qualifiche ma il tempo impiegato, saremmo ripartiti tutti da zero. Durante la ricognizione la via sembrava abbastanza intensa fin da subito ma al momento di salirla si rivelò semplice. Solo un dinamico a metà salita mi fece tentennare ma riuscii a salire il resto con decisione e facilità. Raggiunsi così l’uscita finale ancora fresco quando arrivai a un passo duro, la posizione non mi permetteva molto di pensare quindi tallonai, chiusi il braccio e lanciai la mano verso la presa dopo. Non raggiunsi il punto tenibile della presa e caddi deluso perché sapevo che con un po’ di cattiveria in più avrei potuto fare quel passo e magari arrivare fino al top. Come pensavo, Skofic passò il bloccaggio e cadde due prese dopo. Con l’amaro in bocca per non essere riuscito a vincere neanche stavolta, ho terminato la giovanile con un secondo posto nella classifica di tappa e in quella generale.

Adesso, con la stagione conclusa, si pensa alla roccia, con la speranza di sfruttare la forma delle gare per togliersi qualche soddisfazione in falesia. Per capodanno c’è in programma un viaggio in Spagna e anche i posti vicino Torino sono molti, il tempo invece prima dell’inizio della nuova stagione passerà in fretta quindi è meglio non perdere tempo a scrivere;) It’s time to climb!!!

Buone scalate!!!

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3 thoughts on “Una fine e un inizio

  1. Bravo Marci finalmente un pò di roccia! vedo che hai corretto dopo il mio consiglio :)

  2. evvai di roccia finalmente :)

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